Turismo, a Firenze il tavolo scuola-imprese per rafforzare la filiera dell’istruzione turistica

12/03/2026

Giovedì 12 marzo 2026 nell'ambito di Didacta Italia, il tavolo "Dalla scuola al lavoro: promuoviamo la filiera dell'istruzione turistica", promosso dai Giovani Albergatori di Federalberghi e FIPE, insieme a RENAIA, Unioncamere e agli ITS Academy.

 

 

Mentre la domanda di lavoro aumenta, le imprese del settore segnalano sempre più spesso la difficoltà di trovare personale qualificato: è dentro questo squilibrio tra economia reale e formazione che nasce il tavolo territoriale sull’istruzione turistica della Toscana, istituito a Firenze nell’ambito del progetto nazionale “Dalla scuola al lavoro: promuoviamo la filiera dell’istruzione turistica” promosso dai Giovani Albergatori di Federalberghi e FIPE, insieme a RENAIA, Unioncamere e agli ITS Academy.

 

L’iniziativa parte da una constatazione semplice: il turismo non è solo un settore economico, ma un sistema di competenze diffuse che si costruisce nel tempo tra scuola, imprese e territori. Per questo il tavolo lavorerà su orientamento, didattica condivisa con i professionisti del settore, percorsi di PCTO e certificazione delle competenze, oltre a momenti di incontro tra domanda e offerta di lavoro.

 

«L’obiettivo è ricostruire una vera filiera dell’istruzione turistica», spiega Pasquale Iervolino, presidente regionale del Comitato Giovani Albergatori della Toscana e responsabile nazionale del progetto scuola. «Il turismo vive di professionalità: senza un collegamento stabile tra formazione e imprese diventa difficile garantire qualità dell’accoglienza e prospettive di carriera ai giovani».

 

Dopo Genova e Firenze, il progetto prevede la nascita di altri tavoli territoriali in diverse regioni italiane – tra cui Sicilia, Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Piemonte, Campania e Abruzzo – con l’obiettivo di costruire una rete nazionale tra sistema educativo e imprese dell’ospitalità.

 

Per il mondo dei pubblici esercizi la questione riguarda direttamente la qualità dell’esperienza turistica. «Nel turismo si parla spesso di numeri e di destinazioni», osserva Franco Marinoni, segretario generale FIPE Confcommercio Toscana, «ma il vero motore del settore sono le persone. È nel servizio, nella relazione con il cliente, nella professionalità quotidiana che si costruisce il valore dell’accoglienza. Per questo la formazione non è un passaggio burocratico, ma una vera infrastruttura del turismo».

 

Il problema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro è ormai strutturale. Secondo i dati Unioncamere-Excelsior, nel 2025 il mismatch occupazionale ha raggiunto il 48,2% delle assunzioni previste. In questo scenario diventa centrale la certificazione delle competenze, come sottolinea Mario Del Secco, segretario generale di Unioncamere Toscana.

 

«La certificazione delle competenze permette di rendere leggibili e verificabili le abilità acquisite dai giovani durante stage e percorsi di PCTO», spiega Del Secco. «Trasforma esperienze spesso informali in competenze riconosciute dalle imprese, facilitando l’ingresso nel mercato del lavoro».

 

Nel turismo la posta in gioco è ancora più alta. Secondo le analisi del Sistema Excelsior, il settore avrà bisogno di oltre 250 mila nuovi addetti qualificati nel biennio 2025-2026, con competenze sempre più legate alla digitalizzazione, alla sostenibilità e alla gestione dell’esperienza del cliente.

 

«Il tavolo rappresenta un’occasione concreta per avvicinare imprese e sistema della formazione», sottolinea Daniele Barbetti, presidente Federalberghi Toscana (Confcommercio). «Coinvolgere le aziende nei percorsi di orientamento e nella progettazione didattica significa ridurre il divario tra ciò che si impara a scuola e ciò che viene richiesto dal mercato».

 

Una parte importante di questa nuova filiera passa dagli ITS Academy, come ricorda Aldo Frigeri, orientatore e direttore dei corsi ITS della Fondazione TAB: «Il valore degli ITS sta nella presenza diretta delle imprese all’interno delle fondazioni e in un forte rapporto con il lavoro. Gli studenti svolgono almeno 800 ore di esperienza in azienda e questo modello consente di raggiungere tassi di occupazione vicini al 90%».

 

Al tavolo ha partecipato anche Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, a conferma del ruolo centrale delle istituzioni scolastiche nel rafforzare il legame tra istruzione e sviluppo economico.

 

Per le scuole, il tavolo territoriale rappresenta soprattutto un luogo di collaborazione concreta con il territorio. «Portare nei territori i principi condivisi a livello nazionale significa trasformare le buone intenzioni in azioni operative», spiega Barbara Degl’Innocenti, delegata RENAIA Toscana. «Orientamento, competenze professionali, internazionalizzazione e job recruiting sono le leve con cui costruire una filiera dell’istruzione turistica più forte e integrata».

 

In un settore che vive di relazione, esperienza e reputazione, la formazione diventa così non solo uno strumento educativo, ma una componente strutturale dell’economia dell’ospitalità.