Confcommercio Toscana

FIRENZE

NASCE FEDERSICUREZZA TOSCANA

Alla guida Francesco Mereu, presidente dei Giovani Imprenditori di  Confcommercio Firenze

Prende concretamente vita il progetto di "FederSicurezza Toscana", la prima articolazione territoriale della Federazione nazionale della vigilanza e della sicurezza privata aderente a Confcommercio.

Una sperimentazione innovativa per FederSicurezza che, in un'ottica di sempre maggiore prossimità associativa e di integrazione tra sicurezza pubblica e privata, punto di forza del "modello fiorentino"adottato già dal 2014, ha scelto il territorio toscano come apripista per l'attuazione del proprio programma di ampliamento sul territorio.

"Non potevamo non partire dalla Toscana, e da Firenze in particolare, per inaugurare questo nuovo percorso di prossimità e di sicurezza integrata - ha commentato Anna Maria Domenici, componente del Consiglio di FederSicurezza -. La città di Firenze ha da sempre dimostrato una spiccata sensibilità rispetto al tema della sicurezza privata e della sinergia tra pubblico e privato. Massimo impegno e collaborazione da parte di tutti gli operatori del settore, sotto l'egida e l'esperienza della nostra Federazione e di Confcommercio".

FederSicurezza Toscana sarà guidata da Francesco Mereu, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Firenze, che si propone di offrire "la giusta rappresentanza a tutti gli istituti autorizzati ex art. 134 Tulps, in particolar modo a quelli che forniscono servizi di sicurezza non armata, allo scopo di ottenere un'adeguata regolamentazione che colmi le attuali lacune normative, nonché il giusto riconoscimento, da parte delle istituzioni, del modello di sicurezza partecipata".

Per Aldo Cursano, Presidente Fipe Toscana, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, "FederSicurezza arriva in Toscana al momento opportuno, segno della crescente attenzione maturata all'interno di Confcommercio rispetto ad una domanda di sicurezza che nel tempo si sta facendo sempre più pressante. Siamo coscienti del fatto che le forze dell'ordine, nonostante l'impegno, scontano una forte carenza di uomini e di risorse, ma sappiamo anche che assistere da spettatori impotenti, lamentandoci o protestando, non è certo la risposta al problema".

Saldi estivi. Primavera da dimenticare. Settore ancora in crisi

"La bella stagione e il caldo finalmente sono arrivati e con questi un po' di fibrillazione nei negozi di abbigliamento, scarpe e accessori. Purtroppo però la stagione fino ad ora davvero non è andata bene e, nonostante il fresco, non si sono mosse nemmeno le vendite dei capispalla primaverili ed estivi". Federica Grassini, presidente regionale Federmoda Confcommercio Toscana, chiarisce subito che - se è tanta la fiducia e la voglia di rilancio del settore - non si può ancora parlare di ripresa e i saldi non faranno certo il miracolo. "La primavera è da dimenticare e non possiamo dare tutta la colpa alle incertezze atmosferiche e alla bassa temperatura. Anche i capi d'occasione, quelli a cui non si può né si vuole rinunciare, come l'abbigliamento da cerimonia, sono stati acquistati, sì, ma sempre con un occhio al portafogli. Inoltre - continua la Grassini - ormai è triste prassi quella dei molti che iniziano a fare sconti a inizio giugno. Tra promozioni, sconti per inventario, liquidazioni camuffate, siamo sempre e comunque in uno stato di saldi continui". "Per le imprese della moda il periodo di crisi continua - afferma il direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, "le spese crescono, ma non i profitti e le famiglie hanno ancora comportamenti di spesa molto cauti. In questa situazione di stallo economico e di estate tardiva, almeno saranno felici i consumatori che nei negozi oltre ai prezzi bassi potranno trovare più scelta nei modelli, nelle taglie e nei colori". Confcommercio Toscana prevede sul territorio regionale una spesa media pro capite di 80 euro nel periodo dei saldi, con punte fino a 140 euro nelle località di mare e nei centri d'arte più gettonati, dove la presenza di turisti - soprattutto stranieri - potrebbe incidere positivamente sul bilancio finale dei saldi. Perché l'acquisto di un capo made in Italy conserva intatto il suo fascino.

Verso il nuovo codice del commercio

Confcommercio accoglie con favore la decisione della Regione Toscana di rimettere mano al Codice del Commercio approvato nel 2005. "Da tempo chiedevamo non solo una revisione delle normative che regolano il commercio in Toscana, ma anche una integrazione rispetto a temi nuovi che mancavano del tutto di una disciplina, come gli home restaurant, i temporary store o i mercatini degli hobbisti, una disciplina sulle sagre - sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni - adesso la Regione ha l'opportunità di creare uno strumento legislativo idoneo a restituire equilibrio e certezza nel settore, salvaguardando le regole della concorrenza leale e la sorte della rete distributiva di vicinato, che è la spina dorsale dei nostri centri urbani".
A stare particolarmente a cuore all'associazione di categoria è l'ipotesi, al vaglio della Regione, di contestualizzare il rilascio della concessione edilizia al rilascio di quella amministrativa, nel caso dell'apertura di medie e grandi superfici commerciali. "Ad oggi -  spiega Marinoni - la programmazione commerciale di fatto è demandata solo e soltanto alla parte urbanistica, con la legge 65/2014. In pratica, una volta autorizzata la costruzione di un nuovo edificio, l'approvazione della sua destinazione d'uso diventa quasi automatica, in barba a qualsiasi riflessione sull'opportunità o meno dell'arrivo di nuove strutture di vendita in una determinata area".

FEDERMODA-CONFCOMMERCIO, A PITTI L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI COMMERCIANTI DEL SETTORE MODA

"L'assemblea nazionale di Federmoda-Confcommercio e la concomitanza di Pitti Immagine Uomo riportano Firenze a capitale della moda", ha detto il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, che ha portato il saluto della Regione e assicurato il sostegno alle azioni di contrasto all'abusivismo e al rilancio del commercio di vicinato, che sono i cavalli di battaglia di Federmoda, la federazione che rappresenta i commercianti al dettaglio e all'ingrosso dei settori abbigliamento, calzature, tessili, pelletterie, accessori e articoli sportivi.

Il presidente nazionale di Federmoda-Confcommercio Renato Borghi illustrando i dati Unioncamere Toscana riferiti al 2015, ha ricordato che in Toscana le imprese del settore sono 7.277 per un totale di 11.399 unità locali attive: negozi multimarca, monomarca o in franchising che fanno parte della rete distributiva di vicinato e animano i centri storici e i piccoli paesi così come i quartieri di periferia delle grandi città. "Sono i negozi multimarca a Firenze e in Italia a rappresentare il biglietto da visita della città" ha commentato il presidente.

"In dieci anni, dal 2005 ad oggi, la Toscana ha perduto ben 1.400 negozi della moda", ha precisato la presidente regionale di Federmoda Federica Grassini, "un'emorragia che per fortuna quest'anno sembra attenuarsi, visto che nell'ultimo anno abbiamo perduto "soltanto" 72 negozi". "Il nostro settore ha certamente bisogno di rinnovarsi, integrando le nuove tecnologie nei sistemi di vendita tradizionali ma necessità anche di maggiore sostegno da parte delle istituzioni". E ha concluso: "I nostri negozi multibrand sono garanzia di pluralità e di libertà per i consumatori. Basta alla competizione giocata solo sul prezzo, vogliamo vincere la sfida della qualità". Tra le difficoltà più sentite dagli operatori, oltre alla crisi dei consumi e alla concorrenza con la grande distribuzione organizzata, la minaccia del commercio abusivo di prodotti contraffatti.