Confcommercio Toscana

Lavoro qualificato. Il convegno

Folla all'Obihall per la Borsa Mercato del Lavoro. A margine il convegno nella sede regionale Rai "Turismo=Lavoro qualificato"

89 aziende, 260 offerte di lavoro e 1.200 ingressi al salone colloqui e all'area orientamento al lavoro.

Prossimi appuntamenti il 18 febbraio a San Vincenzo, il 22-23 febbraio a Grosseto e il 2 marzo a Arezzo'Obihall di Firenze che, fino alle 16.00, ospiterà la Borsa Mercato Lavoro, un evento dell'Ente Bilaterale del Turismo Toscano, l'associazione , l'associazione costituita da Confcommercio Toscana e sindacati lavoratori della Toscana per facilitare l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro nel turismo

Nella mattinata nella sede regionale RAI si è svolto il convegno "Turismo=lavoro qualificato", che ha visto le associazioni datoriali Confcommercio della Toscana confrontarsi con le parti sociali e le istituzioni. 

CARO-RIFIUTI: IN TOSCANA OLTRE 44 MILIONI DI EURO L’ANNO PAGATI IN PIÙ DAGLI UTENTI E “SPRECATI” DAI COMUNI

I numeri regionali dell'indagine condotta da Confcommercio sulla Tari, tassa emblematica dell'iniquità tra peso della fiscalità locale ed inefficienza del servizio

In quasi sei Comuni su dieci si pagano bollette eccessive rispetto all'effettiva quantità di rifiuti prodotti, senza poter contare su servizi pubblici migliori. La palma d'oro dell'inefficienza a Lucca, dove il Comune spende per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti quasi la metà in più ( 47,66%) rispetto al fabbisogno effettivo. %). Seguono Prato ( 43%), Siena (quasi 30%). Più a distanza le altre città, che si mantengono intorno al 20%. Tra le più virtuose Arezzo e Pistoia, dove i Comuni spendono rispettivamente "solo" lo 0,45 e lo 0,40% in più. Il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni: "un eccesso che non trova giustificazioni, a fronte di un calo dei rifiuti dell'11% dal 2010 ad oggi". Anomali anche i divari geografici di costo tra medesime categorie economiche. "Lo stesso ristorante costretto a pagare fino al 1.900% a seconda di dove è ubicato". Le richieste ai Comuni toscani "più trasparenza, coefficienti più equi, congrui e univoci per la tassazione sui rifiuti, in modo da eliminare le disparità territoriali e di categoria. Chiediamo poi che il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti sia ricalibrato in base alle nuove esigenze e improntato alla massima efficienza".


LA FORMAZIONE NEL SETTORE TURISTICO TOSCANO: UNO STRUMENTO INDISPENSABILE PER COMPETERE NEL MERCATO GLOBALE E OFFRIRE SERVIZI DI QUALITA’

L’Ente Bilaterale Turismo Toscano (EBTT), al quale fanno riferimento 15.000 aziende e 45.000 lavoratori, ha svolto questa importante indagine online tra gli operatori turistici (lavoratori e titolari di imprese turistiche toscane) raccogliendo 1.749 questionari tra le diverse province della Toscana, in particolare nelle province di Firenze, Grosseto, Arezzo e nella zona della Versilia. L’analisi dei dati raccolti ha permesso all’EBTT di progettare nel 2016 una serie di corsi di formazione gratuita per soddisfare i reali fabbisogni degli operatori turistici. ALCUNI NUMERI Il campione è rappresentato da operatori negli hotel, nei pubblici esercizi, agenzie di viaggi, campeggi e villaggi turistici, stabilimenti balneari, residence e di associazioni operanti nel settore turistico toscano. L’analisi del questionario ha evidenziato i reali fabbisogni formativi del settore evidenziando notevoli differenze tra i vari settori del turismo e le zone (area vasta fiorentina, area costiera, toscana del sud). Il giorno scelto per fare i corsi è l’inizio della settimana con una cadenza di più lezioni nella stessa settimana, questo per una migliore gestione del tempo e per concentrare le lezioni in un breve periodo. Per quanto riguarda i corsi delle aree professionali, molte le richieste per corsi dell’area cucina (in particolare prima colazione, cucina tipica del territorio, cucina vegana/vegetariana) e per il settore agenzie di viaggi (in particolare marketing/comunicazione e pacchetti turistici innovativi). La richiesta maggiore di formazione trasversale è relativa ai corsi obbligatori, alle lingue straniere ed ai corsi di informatica e web.

Il Pane Toscano diventa DOP

Il Comitato qualità degli Stati membri Ue ha dato il via libera al riconoscimento della Denominazione di origine protetta a questo prodotto tipico regionale

Esultano le Associazioni di Categoria e il Consorzio di Promozione e Tutela "Risultato importantissimo per i panificatori e per l'intera economia della Toscana. Nei prossimi giorni aspettiamo la pubblicazione in Gazzetta Europea"

 

Il 'Pane Toscano' diventa Dop: il Comitato qualità degli Stati membri Ue ha dato il via libera al riconoscimento della Denominazione di origine protetta a questo prodotto tipico regionale.

Il Pane Toscano e' dunque la prima DOP (Denominazione D'Origine Protetta) di un prodotto della panetteria, di carattere regionale in Europa facendo diventare la Toscana "regina" del paniere dei prodotti a marchio nel territorio Europeo.

"Il Consorzio di Promozione e Tutela del Pane Toscano - Nicola Giuntini Presidente Regionale di Assipan Confcommercio Toscana - non ha mai smesso di lavorare per raggiungere questo traguardo e la Regione Toscana ha da subito sostenuto lo sforzo dei produttori in tutti i passaggi di valutazione, in particolare in sede dell'Unione Europea. Il Pane Toscano è infatti tanto famoso quanto particolare: farina di grano tenero, acqua, lievito madre e rigorosamente sciocco. L'obiettivo del Pane Toscano Dop, come dichiarato dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, sarà quello di coprire in prima istanza il consumo di pane tipo toscano nella nostra regione che si aggira intorno agli 800.000 quintali annui"

"Sono soddisfatto ed emozionato - dice Roberto Pardini Direttore del Consorzio di Promozione e Tutela del Pane Toscano - si apre infatti una fase storica per questo prodotto e per il nostro progetto. Per la prima volta potremo soddisfare non solo la produzione locale ma anche incrementare le richieste di esportazione che superino il milione di quintali, facendo salire la necessità di oltre un milione di quintali di grano tenero toscano. Sono inoltre allo studio sistemi che mantengano inalterate le caratteristiche organolettiche del pane - continua Pardini - attraverso un sistema di packaging innovativo messo a punto dalle Università di Pisa e Firenze che già hanno contribuito attraverso il sostegno scientifico, alla realizzazione del progetto DOP del Pane Toscano. In questo modo è atteso un forte incremento produttivo sia nel settore agricolo, di prima trasformazione che della commercializzazione secondaria. Dal punto di vista economico, il riconoscimento della Dop del Pane Toscano consentirà di pagare il grano con un minimo di 250 euro per tonnellata, a fronte dei 160 fissati dalla Borsa Merci di Bologna per il grano tenero. Panificando tutto il frumento tenero prodotto in Toscana - conclude Pardini - si otterrebbero oltre 700.000 quintali di pane, ovvero quasi il 100% della quantità totale del pane commercializzato oggi come toscano. Inoltre, si stima che la domanda di Pane Toscano porterà gli agricoltori toscani a produrre grano tenero per quantitativi intorno alle 75.000 tonnellate, con un incremento di alcune migliaia di posti di lavoro"